In data 28.10.2026, il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, all’esito del giudizio abbreviato, ha
emesso la sentenza di condanna nei confronti omissis, imputato dei reati di cui agli
artt. 589-bis, 589-ter c.p. (omicidio stradale aggravato dalla fuga), 590-bis, 590-ter c.p. (lesioni stradali) e 189 (omissione di soccorso) del d.lgs. 285/1992 (Codice della Strada), per avere cagionato, nella notte tra il 31 ottobre e 1’1 novembre 2025, in Torre del Greco, l’incidente stradale a seguito del quale aveva perso la vita l’assistente capo di PS Aniello Scarpati e aveva riportato lesioni gravissime l’agente scelto di PS Ciro Cozzolino.
Il GIP ha condannato omissis, con la diminuente del rito, pari ad un terzo della pena, ad anni 10
di reclusione.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna alla pena di anni 12 di reclusione per i reati di omicidio stradale e lesioni stradali e di anni 1 mesi 4 di reclusione per il reato di omissione di
Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti e avallata dalla sentenza di condanna, nell’occorso l’imputato avrebbe tenuto una condotta caratterizzata da un “livello di colpa elevatissima”‘, essendosi posto alla guida dell’autovettura investitrice sotto l’influenza dell’alcol e della cocaina, essendo risultato positivo alla cocaina e avendo un tasso alcolemico superiore ai livelli consentiti, e avendo viaggiato a velocità elevatissima, nonostante alcuni dei passeggeri dell’autovettura dallo stesso condotta lo avessero più volte invitato a moderare la velocità.
Il predetto, inoltre, una volta verificatosi l’incidente, dopo aver acceso ed aver fumato una sigaretta sul posto, si era allontanato senza prestare soccorso né agli agenti di PS investiti, né agli altri passeggeri dell’auto dallo stesso condotta, tra cui tre ragazze minorenni.
L’imputato, che era stato arrestato nella quasi flagranza di reato in data 1.11.2025 e nei confronti del quale in data 5.11.2025 il GIP aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, attualmente è sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
La sentenza di condanna emessa è suscettibile di impugnazione e l’imputato non può essere ritenuto colpevole fino alla sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.
Torre Annunziata, 29.10.2026

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