Fuochi d’artificio al Maradona: Napoli e Roma si annullano, un pirotecnico 3-3 lascia l’amaro in bocca agli azzurri
Una partita da batticuore, infinita, giocata a ritmi altissimi e ricca di colpi di scena. Allo stadio Diego Armando Maradona, il big match tra Napoli e Roma si chiude con un pirotecnico 3-3 che scontenta soprattutto la squadra di Massimiliano Allegri, capace di costruire il doppio vantaggio ma incapace di blindare il risultato. Tra giocate d’alta classe, lampi da fuoriclasse e amnesie difensive pesanti, la sfida ha offerto risposte importanti ma anche forti rimpianti.
La luce di De Bruyne e lo strapotere di McTominay: il Napoli si aggrappa ai suoi tenori
Se il Napoli è andato a un passo dal conquistare l’intera posta in palio, lo deve soprattutto alla straordinaria qualità sparsa in mezzo al campo da Kevin De Bruyne e alla straripante prestazione di Scott McTominay.
Il fuoriclasse belga, reinventato e confermato nel ruolo di metronomo ed elettricista della manovra, ha illuminato la trequarti azzurra con giocate di categoria superiore. Finché la benzina lo ha sorretto, De Bruyne è stato la vera bussola della squadra di Allegri, dettando i tempi, inventando corridoi invisibili e caricandosi il pallino del gioco nei momenti di massima pressione giallorossa.
Accanto a lui, un immensa prova di forza e strapotere fisico e tecnico firmata da Scott McTominay. Lo scozzese è stato semplicemente devastante: autore di una splendida doppietta, ha prima fulminato la retroguardia romanista a inizio ripresa e poi, nel momento di massima marea giallorossa, ha estratto dal cilindro un bolide da trenta metri (un vero e proprio colpo da biliardo) che aveva fatto pregustare il colpaccio al Maradona. Una prestazione totale da MVP, fatta di inserimenti letali, muscoli e leadership.
Le ombre della difesa: la notte da incubo di Beukema
A macchiare una prestazione offensiva di grande spessore e a negare al Napoli i tre punti sono stati, tuttavia, i gravi passaggi a vuoto della fase difensiva. Sotto accusa, in modo particolare, l’impatto estremamente negativo di Sam Beukema sulla partita.
Entrato a gara in corso per dare stabilità e sicurezza al reparto, il difensore olandese si è reso protagonista in negativo, finendo per incidere pesantemente sul punteggio finale con colpe evidenti su almeno due delle tre reti messe a segno dalla Roma. Una mancanza di reattività nei momenti topici dell’area di rigore e sbavature di posizionamento che hanno spianato la strada alla rimonta firmata dagli uomini di Gasperini, vanificando il doppio vantaggio e costringendo gli azzurri a subire il ritorno di un’avversaria mai domata.
Un pari che brucia
Alla fine, il 3-3 finale premia il carattere di una Roma mai doma – trascinata dai cambi e dalle reti di Soulé e dalla clamorosa doppietta nel finale del subentrato Balerdi – ma lascia tanta rabbia in casa partenopea. Il Napoli ha avuto a lungo in mano il pallino del match, trascinato dai suoi campioni, ma ha pagato a caro prezzo i blackout difensivi individuali. Per Allegri, un punto che sta stretto ma che riaccende i fari sulla necessità di trovare maggiore solidità dietro se si vuole puntare in alto.

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