Dalla politica al sociale passando per il fenomeno Gomorra, una chiacchierata interessante con lo scrittore stabiese Tonino Scala , coordinatore regionale di SEL, nonché autore di libri come Quaquaraquà – Uomini di Camorra e Napoli Storie Sbagliate.
Gomorra, una serie di successo con record di ascolti. Quanto e come rispecchia la realtà partenopea?
Ho trattato in prima persona il fenomeno della camorra. Nei libri che ho scritto come Quaquaraquà –Uomini di Camorra o Napoli Storie Sbagliate, ho raccontato il fenomeno della criminalità a Napoli facendo riferimento alla quotidianità che la città vive. Per quanto possa essere interessante ascoltare il parere delle persone e confrontarsi allo stesso tempo penso si stia facendo una polemica sterile. Stiamo parlando di una fiction che trae spunto dal libro di Saviano, non del libro stesso e quindi di quello che realmente è descritto; la fiction può dare la percezione che si parli di Napoli a 360 gradi ma non è cosi. Mentre andava in onda l’ultima puntata di Gomorra, a Napoli 43 ragazzi, appartenenti alla cosiddetta “ Paranza dei bambini” ,venivano arrestati, a Ponticelli nel lotto zero si manifestava per l’uccisione di Ciro un ragazzo di 19 anni crivellato di colpi. Sono dell’idea che su una fiction si possa intervenire e parlare di come sia fatta in termini di realizzazione scenografiche, ma non si può pensare che racconti per filo e per segno il nostro territorio, parliamo comunque di un film. Le stesse persone che oggi si sentono indignate dai contenuti della fiction, perché non si indignano allo stesso modo per episodi avvenuti realmente? Qualche settimana fa, a Secondigliano delle persone armate di pistola sono entrate in un bar e hanno fatto uscire tutti i clienti, su questo bisogna puntare l’attenzione. Questi intellettuali da tastiera dovrebbero provare lo stesso sdegno per episodi di tutti i giorni. Concludo dicendo che, si è esaltata troppo la fiction. Personalmente quando sono stati fatti film americano come Bronx o C’era una volta in America non ho sentito critiche cosi forti da parte di cittadini americani, eppure anche li si racconta di realtà difficili o di criminalità.
Scene di criminalità, lotte di potere tra i clan, nel vederle un ragazzo o addirittura un bambino cosa può pensare o meglio è giusto farle vedere?
Come dicevo prima sono dell’idea che Gomorra è una fiction e in quanto tale può essere vista dai ragazzi anche in tenera età, a patto che ci siano i genitori con loro. Se il genitore o l’adulto in generale, spiega al ragazzo le scene, facendo un’analisi di ciò che si sta vedendo, si può trasmettere qualcosa di positivo, valori che esulano dalla criminalità e che possono aiutare nel percorso di crescita. In passato ci sono già stati film del genere basta pensare al Camorrista o a Camorra di Pasquale Squitieri, che raccontavano della criminalità a Napoli. In generale, se un film del genere viene visto e analizzato e vengono spiegati concetti importanti, possono essere fatti vedere anche ai ragazzi.
Sei un esponente politico importante a livello nazionale e campano, c’è chi dice che i ragazzi che sposano la criminalità lo fanno anche per l’assenza delle istituzioni. Che cosa ti senti di dire in merito?
In parte è cosi. Oggi viviamo in una società in cui la crisi politica è parte di una crisi societaria. I 20 anni di politica di Berlusconi hanno cambiato il volto al paese. Gran parte della politica è lo specchio della società, tanti sono i fenomeni che potremmo analizzare, il voto di scambio è uno di questi. La gente affida le sorti di una città per 20 euro e in molti casi, i soldi sono presi da ragazzi che reputano il loro voto inutile e lo vendono, gli stessi ragazzi che dovrebbero rappresentare il futuro. La politica non può e non deve essere interesse proprio, bisogna ragionare in un’ottica di collettività, uscire dalla cosiddetta logica delle 4 mura, se nelle nostre 4 mura va bene, non ci preoccupiamo . Bisogna ricostruire un paese.
Stiamo assistendo in questi giorni ad un cambiamento, ad esempio nelle amministrative il M5S potrebbe vincere su Roma, è segno che la politica già ha subito una rivoluzione?
Per quanto possa avere una mia idea di politica non sono il tipo che si schiera a prescindere contro di uno e a favore di un altro. Abbiamo visto negli anni anche ballottaggi tra candidati a sindaco appartenenti allo stesso schieramento politico , questo ci può far capire come deve essere ricostruita anche la politica. Come ti dicevo prima, si può cambiare qualcosa se e solo se si fanno gli interessi della collettività, purtroppo persi di vista per molto tempo nel nostro paese.

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