In occasione della ricorrenza della festività di San Michele Arcangelo la giornata di giovedì 29 settembre alla chiesa del Ss. Sacramento e San Michele Arcangelo si è festeggiato il Santo, capo della milizia celeste, guerriero e protettore di ogni male.
La giornata si è aperta con la celebrazione della Santa Messa alle ore 10,30 con la Celebrazione Eucaristica dedicata al patrono della Polizia di Stato, a cui ha partecipato una delegazione della Pubblica Sicurezza di Torre del Greco. Ha celebrato il padre spirituale della Congrega don Angelo Annunziata.
Nel tardo pomeriggio l’arrivo di Sua Eccellenza Monsignor Gaetano Castello, Vescovo Ausiliario di Napoli, che ha fatto visita al sottostante Ipogeo Delle Anime. Ha poi officiato la Santa Messa, assistito da don Angelo Annunziata (padre spirituale della Congrega di San Michele), da Monsignor Alfonso Punzo, da don Giuseppe Tufo (direttore dell’ufficio confraternite) e da don Giovanni Tammaro, suo vice.
“Quando leggete l’Apocalisse – le parole del Vescovo – c’è la descrizione della storia della salvezza delle condizioni nel mondo. Condizioni che non ci risparmieranno il combattimento di cui San Michele è l’Arcangelo che deve accompagnarci nel combattere il male della nostra vita personale. Il combattimento che abbiamo dentro di noi, quando siamo sedotti da vie che sono anticristiane: le vie del guadagno facile, che sono le vie dell’imbroglio, le vie dell’oppressione dell’altro, che sono le vie del razzismo e che sono le vie che conosciamo oggi.
“Ho sentito di buon grado che anche questa arciconfraternita si muove abbastanza. Ma deve muoversi di più. Con bambini, con giovani, con anziani, con opere di carità. Ho sentito che c’è un lavoro che si fa, anche con semplicità, come insegnare uno strumento musicale, col portare fuori dalle abitudini alle quali purtroppo i nostri figli, senza che gli vengano proposte altre alternative, sono in parte costretti. A fargli capire che non solo lo sport serve a migliorare la propria persona. Perché può migliorare la persona esterna, ma quella interiore bisogna migliorarla con la spiritualità che ci è data dalla parola di Gesù, dal Vangelo, dalla bellezza, dalla musica, dall’arte. Ecco il ruolo delle arciconfraternite, nate nel 1500/1600 come aggregazione di battezzati che si mettevano insieme e si interrogavano su cosa fare per alleviare le sofferenze di questo mondo. Quindi società di mutuo soccorso, di aiuto sociale, di costruzione di una cristianità che si muove. Questa festa di San Michele deve riportarci a questo tipo di combattimento, non solo più lamentoso, ma un combattimento attivo, fatto di proposte, di iniziative. Lo chiediamo al Signore chiedendogli che San Michele ci sia vicino nel nostro combattimento nella vita, in questa società che ormai è ormai indirizzata solo verso certi modelli. E assieme al Signore e alla Vergine Maria, che ci accompagnino loro in questo cammino di confronto con Satana ma del quale sappiamo di essere già vincitori”.

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