JUVENTUS 9: davvero in pochi avrebbero scommesso sul quinto scudetto di fila dopo le prime dieci giornate, nell’arco delle quali i bianconeri avevano raccolto la miseria di 12 punti. Poi dopo la sconfitta col Sassuolo la squadra di Allegri è diventata un rullo compressore ed il suo reale valore è venuto fuori. 26 vittorie nelle successive 28 partite rappresentano un ruolino di marcia strepitoso. Squadra solida, mentalità vincente ed un grande Dybala gli ingredienti chiave della cavalcata bianconera.
NAPOLI 8,5: arrivato nello scetticismo generale Sarri ha costruito una macchina perfetta. Capace di chiudere il girone di andata al primo posto e di tenere testa alla Juventus per gran parte della stagione il Napoli ha giocato forse il miglior calcio della Serie A. Uno straordinario Higuain, che chiude a 36 reti superando il record di 35 detenuto d Nordhal, circondato da un collettivo che gioca a memoria sono un ottima base per cominciare a pensare definitivamente in grande.
ROMA 7,5: campionato dai due volti quello dei giallorossi. Buono l’inizio, pessima la parte centrale culminata con l’esonero di Garcia, esaltante il girone di ritorno con Spalletti. I giallorossi recuperano il terreno perso grazie alla nuova linfa portata dal tecnico toscano e dai nuovi innesti di gennaio. In lotta per la Champions diretta fino all’ultima giornata, sono state poste solide basi su cui ripartire.
INTER 5,5: in corsa per il titolo nella prima parte di stagione grazie ad una difesa ermetica che permette ai nerazzurri di vincere tante gare con il minimo sforzo. Poi l’assenza di identità e di gioco vengono fuori, quando la difesa non è più impenetrabile i risultati non arrivano e la squadra di Mancini si allontana dalle posizioni che contano. Difficoltà realizzative e mancanza di qualità soprattutto in mediana sono fattori che hanno condizionato la stagione.
MILAN 4,5: altra annata da dimenticare per i rossoneri. I massicci investimenti sul mercato, salvo Bacca, non hanno dato i frutti sperati e ancora una volta è stato l’allenatore a pagare. Via Mihajlovic e dentro Brocchi per l’ennesimo cambio in panca che non ha dato per ora i frutti sperati. Soltanto alzando la Coppa Italia si può salvare la stagione.
SASSUOLO 7,5: competenza e programmazione hanno portato i neroverdi al sesto posto e alla possibile storica qualificazione all’Europa League qualora il Milan non vincesse la Coppa Italia. Grandi meriti a Di Francesco – che ha plasmato un gruppo che gioca insieme da anni e che offre un calcio propositivo e senza fronzoli – e alla società sempre brava ad allestire la rosa senza fare spese folli.
CHIEVO 6,5: ennesima salvezza stavolta conquistata con largo anticipo. Dopo un girone di andata zoppicante nel ritorno gli uomini di Maran hanno cambiato marcia togliendosi belle soddisfazioni. Gruppo solido con il giusto mix di gioventù ed esperienza.
LAZIO 5: una delle grandi delusioni di questo campionato. L’inizio promettente ha illuso, il lento declino dal punto di vista sia del gioco che dei risultati ha portato all’esonero di Pioli e ad una stagione anonima. Fuori dalle coppe i biancocelesti pagano anche scelte di mercato errate soprattutto in difesa.
FIORENTINA 5,5: i viola di dimostrano ancora una volta eterni incompiuti. In lotta per il titolo nel girone di andata, andamento da zona retrocessione in quello di ritorno. Il gioco spumeggiante offerto nella prima parte di stagione da Sousa è andato affievolendosi. Resta la qualificazione all’Europa League che era l’obiettivo minimo.
VERONA 4: chiude mestamente all’ultimo posto al termine di un’annata disastrosa. Scelte di mercato molto discutibili, una squadra indebolita a gennaio anziché rinforzata, Mandorlini esonerato con Delneri che non è riuscita a dare la scossa. Finisce un ciclo, tutto da rifare.
CARPI 5: che la rosa non fosse attrezzata per la Serie A lo si sapeva. Pochi giocatori di categoria ma nonostante ciò i romagnoli hanno dato battaglia fino alla fine. Castori, prima esonerato e poi richiamato, ha comunque fatto il massimo con il materiale a disposizione.
FROSINONE 5: vale lo stesso discorso fatto per il Carpi. Rosa non all’altezza della massima serie ma la squadra di Stellone ha gettato il cuore oltre l’ostacolo restando in corsa per la salvezza fino alla fine. Il Matusa non è stato un campo semplice, ma i troppi gol subiti e la scarsa esperienza hanno decretato il ritorno in B.
PALERMO 5: i siciliani si salvano all’ultima giornata al termine di una stagione a dir poco tribolata. Ben 10 cambi in panchina con Zamparini scatenato. Valzer degli allenatori che ha coinvolto i soliti nomi, addirittura Schelotto che poi non ha potuto allenare per problemi burocratici, oltre i vari Tedesco, Bosi, Novellino e Viviani. Sbagliato accantonare Iachini, alla fine Ballardini porta la nave in porto ma urge un cambio di rotta a livello societario.
UDINESE 5,5: stagione deludente per i friulani. La salvezza arriva più per demeriti altrui che per meriti propri. Campionato affannoso per larga parte, poi l’esonero di Colantuono quando la situazione stava precipitando. De Canio raggiunge l’obiettivo con il minimo sforzo soprattutto grazie alle vittore contro Napoli e Fiorentina.
SAMPDORIA 5: altra delusione del campionato. Zenga accantonato per fare spazio a Montella e ai suoi buoni propositi ma il bel gioco latita ed i risultati anche. I blucerchiati restano invischiati nella bassa classifica fino alla fine senza dare segni di ripresa.
GENOA 6,5: prima parte di stagione molto deludente ampiamente compensata da un girone di ritorno molto positivo, soprattutto tra le mura amiche i rossoblù non perdono un colpo. Gasperini chiude a metà classifica dando spettacolo soprattutto nelle ultime giornate.
EMPOLI 6,5: dopo le cessioni eccellenti del mercato estivo e la partenza di Sarri era difficilmente pronosticabile un campionato sullo stesso livello dell’anno scorso. Invece Gianpaolo stupisce tutti facendo sembrare che nulla è cambiato. Calcio divertente e propositivo, toscani mai a rischio retrocessione. Il miracolo si è ripetuto.
BOLOGNA 6,5: inizio shock per i felsinei con soli tre punti nelle prime sette giornate, ruolino che costa la panchina a Delio Rossi. Con l’avvento di Donadoni la musica cambia, i risultati arrivano e la salvezza viene raggiunta in largo anticipo. Chiude il campionato in calo ad obiettivo già raggiunto.
ATALANTA 6: stagione senza infamia e senza lode per gli orobici. La maggior parte dei punti salvezza viene incamerata nel girone di andata. Poi appagamento e calo fisiologico fanno perdere molte posizioni agli uomini di Reja. Solita vetrina pe molti giovani interessanti.
TORINO 5,5: ci si aspettava qualcosa di più dagli uomini di Ventura dopo il bel campionato dello scorso anno e l’ottima campagna acquisti estiva. Prestazioni troppo altalenanti e poca continuità di risultati relegano i granata in una posizione di classifica tranquilla ma del tuto anonima.

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